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Procedura di autorizzazione ai lavori

Responsabile: il funzionario di zona

Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D. Lgs. 42/2004) individua con chiarezza quali sono gli interventi vietati e quali, invece, gli interventi consentiti sui beni culturali, previa specifica autorizzazione che può essere resa dalle Soprintendenze.

Sono vietati: la distruzione, il danneggiamento, l'uso non compatibile con il carattere storico artistico o tale da costituire rischio per la conservazione o per l'integrità del bene (art. 20).
Sono soggetti ad autorizzazione da parte del Ministero, su istruttoria della Soprintendenza competente (art.21):
- la rimozione o la demolizione, anche con successiva ricostituzione, dei beni culturali;
- lo spostamento, anche temporaneo, dei beni culturali mobili, fatto salvo il caso in cui il detentore del bene cambi sede o dimora (in questa evenienza è necessario solo dare comunicazione dello spostamento alla Soprintendenza);
- lo smembramento di collezioni, serie e raccolte.

Richiesta di autorizzazione ai lavori di restauro

L'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali è subordinata ad autorizzazione del Soprintendente di settore. Tale autorizzazione è resa su progetto o, qualora sufficiente, su descrizione tecnica dell'intervento, presentati dal richiedente, e può contenere prescrizioni (D. Lgs. 42/2004, art. 21, commi 4 e 5). La Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell'Umbria, per uniformare i progetti, ha predisposto e adottato un modello per le opere mobili ed un modello per le superfici decorate.

Nel caso in cui la richiesta di autorizzazione al restauro riguardi esclusivamente opere mobili, pitture murali e/o apparati decorativi, la domanda dovrà essere presentata alla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di competenza, che provvederà a trasmettere per conoscenza l'autorizzazione alla Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio.
Qualora, invece, la richiesta di autorizzazione al restauro coinvolga sia l'architettura che le superfici decorate, dovranno essere presentate due domande distinte, indirizzate alle due Soprintendenze di settore (Storico artistica e Architettonica), che nel rilascio di nulla osta si trasmetteranno reciprocamente per conoscenza l'autorizzazione. Il progetto riguardante gli apparati decorativi dovrà essere firmato da un tecnico specializzato nel settore relativo al restauro in questione e dovrà includere, in presenza di cantieri più complessi, indicazioni sul piano della sicurezza.

Filippo Lippi - Particolare fregio decorativo. Duomo di Spoleto