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Contributi e agevolazioni

Responsabile: Margherita ROMANO

Filippo Lippi, affreschi del duomo di Spoleto, particolareGli articoli 35 - 36 - 37 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 prevedono l'elargizione di contributi da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in relazione alle spese sostenute dai proprietari, possessori o detentori di beni riconosciuti di interesse culturale per la realizzazione di interventi di conservazione e restauro.

Sostanzialmente i contributi si dividono in:

  • contributi a fondo perduto (artt. 35 - 36): a lavori ultimati e collaudati, sulla spesa effettivamente sostenuta, viene rimborsata una percentuale che varia a seconda della natura giuridica del richiedente, del valore artistico ed architettonico del bene, della complessità dell'intervento;

  • contributi in conto interesse (art. 37): il contributo in conto interessi è concesso sui mutui accordati da istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori di beni riconosciuti di interesse culturale, per la realizzazione degli interventi di restauro approvati dalla Soprintendenza nella misura corrispondente agli interessi che scaturiscono dal piano di ammortamento ma in misura non superiore a 6 punti percentuali del tasso applicato e non inferiore al 50% dell'ammontare degli interessi risultanti dal piano di ammortamento del prestito.

Le due richieste di contributo in conto capitale ed in conto interessi sono cumulabili.

Per la determinazione dei contributi si tiene conto di altri eventuali contributi pubblici e privati.

Il procedimento per la richiesta del contributo è strettamente legato all'autorizzazione ai lavori da parte del Soprintendente e la domanda di ammissibilità ai contributi dovrà essere presentata dagli interessati congiuntamente alla richiesta di approvazione dei lavori. In ogni caso la domanda è da presentarsi prima dell'inizio dei lavori stessi.

A conclusione dei lavori su cui è stata riconosciuta l'ammissibilità del contributo sarà infine necessario fare istanza di liquidazione.

I proprietari di beni mobili di interesse storico artistico sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni Culturali e del Paesaggio possono ottenere agevolazioni fiscali, che costituiscono uno strumento di sostegno indiretto alla conservazione di tali beni. In particolare, sono deducibili dal reddito le spese sostenute per la conservazione o il restauro di beni mobili dichiarati di interesse storico artistico; per ottenere la deducibilità, i proprietari devono richiedere una certificazione rilasciata dalla Soprintendenza competente, che attesti l’esistenza dei presupposti che consentono l’applicazione delle leggi di settore.

Contatti

telefono: 075  58668223
fax: 075 58668400
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Orario di apertura: martedì e giovedì, altri giorni previo appuntamento telefonico.